Se fosse un film, sarebbe una di quelle commedie romantiche dal finale ancora tutto da decifrare, perché il protagonista cresce insieme alla storia che racconta, mentre la storia la sta ancora scrivendo. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, edizione dopo edizione.

 

Tutto comincia nel 1984

La favola del Triathlon Internazionale di Bardolino comincia a Verona il 2 settembre del 1984. Siamo in pieno centro storico, a pochi passi dal magico anfiteatro romano considerato una delle meraviglie del patrimonio culturale italiano, diventato icona della città veneta nel mondo insieme alle figure di Romeo e Giulietta. In una gremita Piazza Bra ci sono una settantina di atleti, inconsapevoli che, da lì a poco, scriveranno la prima pagina di storia del triathlon italiano. Lo sparo in aria, infatti, darà il via ufficiale alla prima edizione della Verona-Bardolino: tre prove consecutive in una formula atipica (podismo, ciclismo e nuoto) per decretare il primo vero atleta multisportivo italiano.

Alla partenza della prima frazione - una corsa di 8,5 km nel centro cittadino - ci sono grandi nomi degli sport acquatici di quegli anni, qualche atleta alle prime armi (in Italia negli anni ‘80 i praticanti si contavano sulle dita di una mano), un 64enne di Follonica, Mauro Lombardi (che terminerà tutte e tre le prove) e una donna, Anna Dondoglio, che si classificherà 16a assoluta dimostrando che il mito di essere un IRONMAN può appartenere anche alle donne. Già, perché il richiamo delle imprese leggendarie che da qualche anno si ripetono sull’isola di Kailua-Kona (Hawaii), nel frattempo è arrivato in Italia grazie a due uomini di sport dalle menti innovative, con una capacità di pensiero fuori dalla logica comune: Dante Armanini e Camillo Cametti.

 

Da atleta multisport a patron di una gara leggendaria, il mito di Dante Armanini

Cametti e Armanini. Camillo e Dante. Due amici, due appassionati, due visionari: sembra la storia più vecchia del mondo ma è quella che ha provocato il big bang del Triathlon Internazionale di Bardolino. Il primo - Stella d’Oro del CONI al Merito Sportivo e giornalista di lungo corso - è presidente onorario della Federazione Italiana Triathlon con un passato da consigliere della Federazione Italiana Nuoto, nonché presidente della Commissione Stampa della FINA (oggi World Aquatics), da sempre impegnato nel far crescere la visibilità di nuoto e triathlon. Il secondo, Dante Armanini, è uno dei partenti della prima edizione del 1984, atleta multisport per vocazione: dai successi nel ciclocross a quelli nel duathlon. Oggi, è colui che incarna la mente, l’anima, il cuore e il motore dell’evento.

Camillo Cametti, che fa parte anche della International Swimming Hall of Fame, ci tiene spesso a ricordare che il triathlon è arrivato in Italia grazie all’ispirazione avuta mentre era sul volo di ritorno dalle Olimpiadi di Los Angeles ‘84 (dove sentì parlare dell’IRONMAN delle Hawaii e della multidisciplina) e che insieme a Dante Armanini - da sempre un vulcano di idee - e tanti altri amici, sono stati i primi a creare quella che sarebbe poi diventata la distanza olimpica.

 

Già dopo la prima edizione del 1984, Il Corriere della Sera (17 settembre 1985) recitava così: “Bardolino del Garda ospiterà la seconda manifestazione di triathlon. In gara, tra gli altri, Guarducci, Masala, Masullo e l’olimpionico della 100 km Poli”. Grandi nomi per una gara nata appena l’anno prima, di uno sport che allora in pochi conoscevano. Negli anni l’evento è diventato sempre più bello e attrattivo, ed oggi attira quasi 2000 atleti da tutto il mondo (22 le nazioni rappresentate nel 2023).

Paolo Cantoni e Anna Dondoglio, Danilo Palmucci ed Elena Dugono, Walter Carnovali e Mirella Gandellini, Alain Dallenbach, Gianpietro De Faveri e Fabrizio Ferraresi, Silvia Riccò, Edith Cigana e Francesca Tibaldi sono alcuni nomi che hanno impreziosito l’albo d’oro dell’evento dello scorso millennio, protagonisti di un triathlon pionieristico, arrivato alla consacrazione olimpica soltanto con le Olimpiadi di Sydney 2000. La lista dei campioni incoronati a Bardolino negli anni 2000 è decisamente lunga; ci limitiamo a citare i plurivincitori che hanno gareggiato ai Giochi Olimpici: Vladimir Polikarpenko (6 vittorie), Tamas Toth (2 vittorie), Nadia Cortassa, Beatrice Lanza e Lenka Radova (2 vittorie).

 

La storia recente del Triathlon Internazionale di Bardolino: grandi numeri, grandi atleti

Nuotando, pedalando e correndo arriviamo al 2015, stagione in cui il Triathlon Internazionale di Bardolino raggiunge la capienza massima di 1580 atleti al via. La zona cambio, allestita all'interno del Parco Carrara, non permette di ricavare ulteriori spazi, ma è in questa circostanza che il patron Armanini si supera, spinto dalla voglia di accogliere tutti i triatleti che hanno manifestato la volontà di partecipare alla gara. Così coinvolge un'azienda di allestimenti di Mantova e li convince a realizzare l'impossibile con una frase semplice ma che sa di sfida: “Volete entrare nella storia del triathlon?”. Nasce così la mitica zona cambio a due piani che nel 2016 e 2017 accoglie 2000 atleti, suscitando l'interesse da parte degli organizzatori dell'IRONMAN delle Hawaii.

 

Grandi numeri, sempre in crescendo, caratterizzano la gara di Bardolino, soprannominata la Kona della distanza olimpica. Nel 2023, per esempio, sono state distribuite quasi 13000 bottiglie d’acqua, predisposte 2 km di transenne, costruiti 8 ponti artificiali (per garantire e agevolare il transito di pubblico e pedoni e consentire agli atleti impegnati della frazione di corsa di “scavalcare” il tracciato ciclistico) e realizzati 80 metri quadrati di deposito borse sorvegliato. A questi dati, si aggiungono i 50 minuti di volo dell’elicottero per le riprese aeree di immagini televisive e fotografiche, 1 ledwall per permettere al pubblico di seguire al meglio ogni momento della gara, il carboload pre-gara, il deejay set con musica dal vivo per tutta la giornata dell'evento e il grande pasta party con 1500 panini, 100 kg di pasta, 4 diversi tipi di frutta fresca, 10 maxi crostate artigianali e la maxi torta tridimensionale a tema triathlon realizzata da un pasticcere del territorio.

 

Bardolino, una tradizione di famiglia

Oltre all’innovazione e al pensiero di realizzare sempre un qualcosa di unico, a caratterizzare ancora di più la gara di Bardolino c’è la tradizione, un aspetto importante nella famiglia Armanini. Da diversi anni, infatti, a supporto della grande macchina organizzativa c’è anche Marica Armanini - Event Director - dalle cui parole traspare tutta l'energia dello zio Dante: “Bardolino è una tradizione della famiglia Armanini. Ho cominciato a respirare l’aria del triathlon dall’età di 10 anni, dando una mano dove c’era bisogno: ristoro, pacco gara, iscrizioni, etc. Col tempo sono stata sempre più coinvolta in questo piccolo miracolo, fino a prenderne la direzione al fianco di mio zio. In questi anni - prosegue Marica - ci siamo resi conto di quanto questa gara fosse parte integrante del nostro territorio. E il merito va allo zio Dante, persona capace di motivarti e farti sentire parte di un sogno meraviglioso. L'organizzazione è ormai una macchina rodata anche se ogni anno cerchiamo di alzare l'asticella un po' più in là. Il lavoro verso la 39esima edizione procede come da programma, ma durante le chiacchiere di famiglia cominciano già ad emergere le prime idee sulla 40esima edizione, quella del 2025, un traguardo che vorremmo festeggiare in maniera indimenticabile. Ci sarà tempo per pensarci, ora non vediamo l'ora che arrivi il 15 giugno per vivere un'altra storia da raccontare”.

“Ho vissuto momenti di grande soddisfazione - ha detto il patron Dante Armanini a chiusura dell’edizione 2023 - ma la gioia più grande me la regalano sempre gli atleti che ogni anno riempiono questa storica zona cambio. La cosa più bella è ricevere tante pacche sulle spalle e tanti saluti affettuosi, sia da parte di coloro che partecipano regolarmente sia di quelli che si sono avvicinati da poco al triathlon. Il ringraziamento degli atleti significa che percepiscono che stai facendo qualcosa per loro e lo fai come nessun altro lo fa. Questo miracolo, che si ripete ormai da quasi 40 anni, può essere realizzato solo grazie ad una lunga serie di collaborazioni costruttive e appassionate. Lavoriamo tutti sodo per rendere sempre speciale questo momento: è la gioia dei partecipanti che ci ripaga”.

Guardando la gara dal profilo agonistico e scorrendo l’albo d’oro recente, le parole di Dante Armanini assumono un significato ancora più profondo perché danno il senso di come, in questo magnifico scorcio magnifico di lago di Garda, si respiri triathlon tutto l’anno. Alice Betto, Sara Dossena, Michele Sarzilla, Gregory Barnaby, Vicky Holland, Kate Roberts, Giorgia Priarone, Lilli Gelmini, Alessia Orla, Lisa Perterer, Tamas Toth, sono solo alcuni dei nomi scolpiti nella Hall of Fame di Bardolinoland. Che dire… 40 anni portati benissimo per la gara di triathlon più longeva d’Italia.